I rapimenti alieni dei Grigi subiti da Julia.

Il caso in questione è fornito da Preston Dennett, un noto ricercatore UFO. Preston Dennett ha iniziato ad interessarsi di UFO e del paranormale nel 1986, quando ha scoperto che la sua famiglia, i suoi amici e i suoi colleghi erano tutti incorsi in fenomeni drammatici e inspiegabili. Da allora, ha intervistato centinaia di testimoni e ha indagato su un’ampia varietà di fenomeni. È un investigatore del Mutual UFO Network (MUFON), un cacciatore di fantasmi, un ricercatore del paranormale ed è autore di ben ventotto libri e più di 100 articoli UFOlogici/misterici. Nel suo libro, “Wondrous: 25 True UFO Encounters”, pubblicato nel 2021, Dennett ha raccontato gli incontri di Julia (pseudonimo) con gli alieni Grigi e ciò che lei ha appreso da loro.

A diciannove anni, Julia lasciò la sua famiglia e la sua casa, a Prunedale, in California. La sua infanzia era stata difficile e piena di eventi inspiegabili. Aveva cercato di farsi aiutare dai suoi genitori, ma loro non la capivano e soprattutto, non le credevano. Quindi, si lasciò tutto alle spalle, decisa ad andare il più lontano possibile. Finì per stabilirsi sulla costa orientale degli Stati Uniti, dove iniziò a ricostruirsi una vita. Qui trovò un lavoro e un posto dove vivere. Avviò la sua piccola impresa, strinse nuove amicizie e incontrò l’uomo che, un giorno, sarebbe diventato suo marito. Finalmente tranquilla, cominciò a scrutare nella sua infanzia, cercando di trovarvi l’origine del turbamento. Ricordò eventi terrificanti durante i quali la sua stanza era piena di luce e di figure in ombra che le si avvicinavano. Per caso si imbatté in documentazioni che descrivevano interazioni con alieni e ufo e si rese subito conto che, probabilmente, era proprio quello che le era successo: erano alieni. Ma l’idea stessa la terrorizzava e in un primo momento, non volle accettarla. Scelse di non pensarci e di andare avanti con la sua vita. Ma nel 2011 tutto cambiò. Sentì un impulso improvviso e molto forte che la persuase a tornare in California. Non sapeva il perché ma ammise che si sentiva spinta a farlo. Quindi, col suo ragazzo, si trasferirono a Pacific Grove, in California e da quel momento la sua vita prese una svolta. Iniziò a sentire degli strani suoni, armonici, provenire dall’orecchio e temette di essere affetta da acufene. Il ricorso a un medico non diede alcun risultato: il dottore la trovò in salute. Escluse che ci fosse un insetto nel condotto uditivo, come lei temeva e non era neanche affetta da acufene.

Intanto, strane sfere luminose iniziarono a volteggiare sopra la casa. Una sera, vide chiaramente un oggetto strutturato nel cielo. Julia lo vide attraverso il lucernario. Sarebbe fuggita ma era paralizzata e subito dopo, si addormentò. Al mattino, pensando fosse stato solo un brutto sogno, raccontò tutto al suo ragazzo. Non poteva più vivere senza confidarsi con qualcuno: i ricordi della sua infanzia stavano tornando a galla. I toni lancinanti nel suo orecchio destro stavano diventando insopportabili e gli ufo volavano realmente sopra la loro casa: i suoi problemi erano dovuti agli alieni. Li aveva visti quando era soltanto una ragazza, ora erano tornati e lei si convinse che il ronzio che avvertiva in un orecchio fosse, con ogni probabilità, dovuto a un impianto alieno. Il suo ragazzo era scioccato, ma le era anche molto vicino. Le credeva, ma non aveva idea di come aiutarla. Poi una sera, si svegliò e sentì uno strano suono musicale che risuonava per la casa. Vagò in cerca della fonte di emissione, ma si rese conto che proveniva dalla sua testa. Si ritrovò ad essere trascinata a bordo di una navicella per essere deposta su un tavolo, in una piccola stanza rotonda, circondata da esseri bassi, magri, dalla pelle grigia con grandi teste calve e grandi occhi scuri. Le porsero un bambino e le chiesero di tenerlo: era un piccolo alieno Grigio. Julia rimase scioccata. Guardando fuori dall’astronave, vide l’oscurità dello spazio e molto più in basso, il pianeta Terra.

Era mattina ed era di nuovo a letto. Guardando il suo addome, notò i segni di tre punture. Sia Julia che il suo compagno (che intanto era diventato suo marito) rimasero scioccati e traumatizzati. E furono perplessi quando poi scoprirono che Julia era incinta. Da quel momento, gli eventi si sono moltiplicati. Julia continuava a svegliarsi ritrovandosi incapace di muoversi. Una sera, anche suo marito si svegliò e poté vedere un alieno grigio entrare nella loro camera da letto. Poco dopo, Julia ebbe un aborto spontaneo. Era segretamente sollevata. Quella gravidanza non le era sembrata normale ed era certa che avesse qualcosa a che fare con la notte in cui era stata addotta. Fuggirono dalla California e si trasferirono sulla costa orientale. A quel punto, seguì un periodo di tranquillità o almeno così pensavano. Ebbero il loro primo bambino e successivamente, Julia rimaste incinta del loro secondo figlio. Ma, una mattina, Julia tentò qualcosa di impensabile: volle allungare virtualmente la mano per toccare mentalmente il bambino alieno che aveva tenuto in braccio anni prima. Con grande meraviglia constatò che si era stabilito un contatto immediato. Con gli occhi della mente, vide un Grigio. Si presentò a lei dichiarando che il suo nome era Sen e che aveva, in gran parte, il suo DNA. Quindi iniziò una lunga conversazione dando a Julia tutte le risposte sugli strani eventi in cui era incorsa nella sua vita. Il contatto telepatico era così potente che le sembrava di trovarsi per davvero all’interno della navicella. Era insieme a lui e poteva vedere tutto ciò che stava intorno. Julia ha riferito che l’alieno le ha mostrato il suo pianeta, l’astronave e la tecnologia. Inoltre, le è stato rivelato il loro programma. Sen le spiegò che, tanto tempo fa, la loro specie non era poi tanto diversa dalla nostra, ma queste creature decisero che era giunto il momento di dedicarsi all’esplorazione dello spazio. Così iniziarono a sperimentare su se stesse per creare corpi più adatti ai lunghi viaggi nello spazio selezionando i filamenti di DNA. Per essere più efficienti, rinunciarono alle emozioni agendo sui sistemi ormonali e modificando le vibrazioni e le frequenze tramite una terapia che utilizzava la luce. Questo li trasformò fisicamente in creature asessuate. Ma, venuta meno l’attrazione fisica, hanno iniziato a non sentire più empatia per gli altri individui della propria specie: la riproduzione diventò poco interessante e iniziarono a produrre dei cloni. Per quanto concerne lo strano rumore nelle sue orecchie, Sen le disse che proveniva da lei. Era il suono delle sue vibrazioni ormonali, loro lo stavano amplificando per mappare e registrare quella specifica frequenza. Julia seppe, quindi, che l’impianto nell’orecchio era un dispositivo di registrazione che mappava le vibrazioni prodotte da risposte ormonali ed emotive. Lo scopo di questo studio non è molto chiaro, ma sembra che, in qualche modo, serva ad arricchire il DNA alieno, forse per ritrovare e rigenerare nei nascituri quei sentimenti e quelle emozioni ormai perdute.

Fonte: https://francocacciapuoti.blogspot.com/2022/05/julia.html


Potete condividere con le icone qui sotto