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VICHINGHI: UFO, BIGFOOT E LEGGENDE NORDICHE (Terza parte)

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Nei racconti e leggende nordiche ci sarebbero
riferimenti ad incontri con ufo e alieni?




Nel 928 d.C. Ibn Fadian, un arabo mussulmano, era in missione come ambasciatore
ed emissario per ordine del Califfo di Bagdad e inviato in missione diplomatica
presso il Rè di Bulgaria. Il fato volle che Ibn non riusci mai a completare la
sua missione in quanto sulla strada venne catturato da una banda di razziatori
vichinghi.Pur prigioniero, Ibn venne sempre trattato con rispetto dal suo
sequestratore e anzi venne addirittura arruolato come uno di loro e trascinato
in incredibili avventure come un copagno.
Anche se venne spesso ridicolizzato per il suo credo religioso monoteista nel
Dio Allah diventando anche destinatario di scherzi e frecciatine nel corso del
tempo. Ibn riusci a conquistare i rispetto dei suoi compagni venendo alla fine
accettato e trattato come un loro pari.
Non solo il manoscritto di Ibn venne molto rispettato e seguito, in seguito
venne come prima e precoce testimonianza della vita e del modo di vivere della
popolazione vichinga, ma anche addirittura come la forse più importante
testimonianza, dell'ultima sacca di resistenza, di popolazione neanderthaliana,
esistente sulla terra. Questa testimonianza è evidente nei suoi racconti di
guerra, in cui si scontrava con degli "uomini-bestia" chiamati dai vichinghi
Wendol, che pur temendoli compirono gesta eroiche e li combatterono con
valore e coraggio.

Ma di chi si tratta?
Lord Pye, ci cui ho scritto in precedenti articoli (traduzione letterale, non
è un mio artiolo) riusci in qualche modo a rivoluzionare la teoria su cosa il
Sasquatch e il bigfoot fossero. Egli infatti sosteneva che queste creature non
fossero altro che in realtà delle tribù di uomini primitivi rimaste isolate
dal resto del mondo nel corso della storia e rimaste cosi incontaminate in zone
isolate come il Tibet, gli urali russi e l' Himalaya e avvistate in qualche
occasione da testimoni, che poi riportavano racconti di strane cresture
antropomorfe pelose e spaventose. Le teorie di Pye vennero supportate anche da
Jeff Meldrum professore di antropologia della Idaho State University e anche da
Grover Krantz professore di antropologia fisica della Washingotn State Univerity.
Essi credevano che queste creature fossero in realtà un ominide conosciuto come
Gigantopithecus, emigrato dall'asia verso il nord america.



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http://www.prehistoric-wildlife.com/images/species/g/gigantopithecus-size.jpg

Pye invece sosteneva che la creatura fosse invece un neanderthal,cultura secondo
lui ancora fiorente anche se isolata e con un numero di individui limitato.
Il professor Krantza sosteneva che grandi gruppi di questi individui potessero
abitare le milioni di miglia del nord-ovest del pacifico, aggiungendo che una
popolazione anche di 1200 individui non sarebbe stata sufficiente.
Un altro esperto Jimmy Chilcutt, specializzato in inpronte digitali che
collaborava con la polizia nelle indagini forensi da 18 anni, disse che le
impronte lasciate da queste creature mostravano creste cutanee proprie di
specie animali antropomorfe, diverse da quelle di ogni altro uomo o scimmia
conosciuta. Così il manoscritto di Ibn Faidan sembra confermare la teoria per
cui grandi gruppi di uomini primitivi siano riusciti a sopravvivere seppur
isolati e a convievere con l'uomo Sapiens fino a tempi relativamente recenti.
I resoconti sui Wendol rappresentano un capitolo agghiacciante nella loro natura
di quella parte di storia che troppo spesso la scienza moderna si era affrettata
a ridicolizzare per essere poi smentita da grandi scoperte inaspettate.
Anche il campo crypto-zoologico ha spesso prodotto dei grandi risultati che però
la scienza ufficiale ha esplicitamente scelto di ignorare.

Inizio il temuto confronto.
Durante la prima notte in cui Buliwyf e la sua compagnia arrivarono nel regno
di Rotghar, su pressione di Ibn che credeva che i suoi compagni fossero tropo
stanchi e non pronti per la battaglia,il gruppo si concesse di bere e mangiare
per poi andare a dormire. Tuttavia Ibn non fù in grado di prendere sonno e rimase
sveglio, preoccupato nel suo giaciglio. Nel corso della notte qualcosa attirò la
sua attenzione, disse di aver sentito dei rumuori e dei grugniti simili a quelli
di un animale e rumore di passi fino a che nel cuore della notte, le grandi porte
del salone di Rotghar si aprirono con uno schianto e queste creature si riversarono
dentro, con furia omicida. I vichinghi si alzarono immediatamente e ingaggiarono
battaglia contro quei mostri selvaggi, aggrediti come da un manto di nebbia che
aveva preso il possesso dei cieli del regno, quella notte.

Un trofeo macabro.
La battaglia fu terrificante, con le creature che cercavano letteralmente di squartare
i compagni e di farli a pezzi. Ibn stesso venne ferito e scaraventato dall'altra
parte della stanza, contro un muro e cadendo a terra. Herger corse da lui per
accertarsi delle sue condizioni e la furiosa bataglia continuò. Finalmente dopo uno
scontro, che sembrò durato ore, i Wendol si ritirarono con la stessa velocità con
cui erano apparsi. Sparirono, come fantasmi senza lasciare traccia a parte le evidenti
traccie della battaglia. Uno dei guerrieri vichinghi aveva mozzato il braccio ad un
wendol e lo alzò sopra la propria testa in segno di vittoria, mentre i suoi compagni
esultavano. Esaminando il braccio saltò subito agli occhi quando la struttura del
braccio fosse diversa da quella di un normale uomo, l'osso del braccio era più possente
e anche la struttura muscolare del braccio era molto più imponente, di quella di un
braccio normale. Era anche più corto e peloso. Lord pye disse poi, che la struttura
di un braccio come quello descritta nel racconto, avrebbe probabilmente permesso alla
creatura di poter schiacciare la testa di un uomo senza troppa fatica e addirittura
avrebbe permesso loro di poter affrontare ad armi pari uno dei grossi felini predatori
dei loro tempi, basti ricordare la facilità con cui Ibn era stato scaraventato da un
lato all'altro della stanza. I neanderthal erano anche noti per avere un importante
culto dell'aldilà, infatti nella loro ritirata dopo la battaglia ebbero l'accortezza
di portare via i corpi dei loro compagni caduti nello scontro. Questo alimentò anche
la loro reputazione di "fantasmi" soprattutto a causa della loro crudeltà e delle
loro atrocità, che avevano creato intorno a loro un aura di terrore, nei loro confronti.

Le ricerche di lord Pye fecero ache luce su un altro mistero.
Se perndiamo per vere le teorie di Pye, allora viene da pensare che furono solamente
le migliori abilità nel combattimento dei vichinghi ad assicurargli la vittoria nello
scontro. Questo potrebbe anche spiegare, che furono principalmente le maggiori capacità
inventive che permisero all'homo sapiens, di poter prevalere su un avversario tanto
potente. Grazie alle sue migliri conoscenze tecniche e capacità di organizzazione.
Alla fine della battaglia Ibn si mise a ragionare sullo scontro e sul loro nemico che
avevano intanto terrorizzato Rodghar. Uno dei loro compagni era stato ferito. La ferità
assomigliava ad una ferita da spada, come se lo avesse trapassato da parte a parte,
cosi due donne gli portarono un infuso di aglio e cipolle da bere.
L'infuso aveva l'unico scopo di rivelare la gravità della ferita in quanto le donne poi
si misero ad annusare la ferita del guerriero e una volta riconosciuto l'odore dell'infuso
fuoriuscito dalla ferita, ebbero la conferma che la ferita era profonda, trapassante
e purtroppo mortale. Ma anche in questo campo i vichinghi potevano rivelare delle sorprese.
Nonostante il guerriero fosse ferito a morte, il gruppo si rimise a bere e mangiare
come se non fosse successo nulla. Questa era una delle loro usanze bizzarre, che tanto
spesso avevano sconcertato o addiruttura spaventato Ibn, nel corso delle sue avventure al
loro fianco. Nonostante la vittoria nello scontro, Buliwif non era soddisfatto e appariva
preoccupato. Certo avevano vinto lo scontro, ma sia lui che i suoi compagni e anche Rotghar,
sapevano bene che questo non avrebbe fatto altro che portare ad uno attacco ancora più
feroce del primo. Cosi il giorno dopo l'intero villaggio si mise al lavoro per costruire
fortificazioni e Ibn che dopo la notte di battglia estenuante e di sonno perso, faticava
a rimanere in piedi, si sorprese di vedere come i suoi compagni, invece fossero incuranti
della stanchezza. Scavano fossati, innalzando barriere di legno e forgiando e assemblando
armi, ogniuno secondo le proprie capacità, era meravigliato dalla loro tenacia.
Presto venne la notte, le difese non erano finite ma Buliwyf decise di lasciarle com'erano.
Qulla notte i vichnghi non festeggiarono, cosi come gli abitanti del villaggio di Rodghar.
Troppo preoccupati e agonizzanti nel pensare al loro futuro prossimo. I compagni si
limitarono a bere dell'acqua in modo da non accentuare la loro ubriacatura.

Quella notte i Wendol non si presentarono.
Giunto il mattino l'alba mostroo le higlands in tutta la loro bellezza,libera dalla nebbia
che era quasi onnipresente e di cui i loro nemici approfittavano per i loro attacchi,
il che fece capire loro che quel giorno i Wendol non avrebbero attaccato. Tuttavia non ci
furono festeggiamenti per quella inaspettata vittoria. Come per tradizione vichinga, un
nobiluomo di Rotghar, ucciso tempo prima durante uno scontro con I Wendol, era stato
innalzato sul tetto della sala del re e lasciato li per i 10 giorni previsti.
Venne quindi rimosso dal tetto e portato via per la preparazione della sua sepoltura in
mare cosi come da tradizone,messo su una barca insieme ad alcuni averi, preziosi e armi e
poi mandato a largo mentre la nave bruciava e affondava. I vichinghi erano di umore cupo
per la battaglia che avrebbero dovuto affrontare, a Ibn era incuriosito dal comportamento
dei suoi compagni, che sembraza in contraddizione rispetto a tutto ciò che era stato il loro
comportamento fino a quel momento. Gli uomini del nord, cosi li chiamava Ibn, che secondo
lui non facevano altro che bere dalla mattina alla sera, non si lasciarono andare a gozzoviglie,
nell'attesa che la battaglia cominciasse. Bisogna anche ricordare che eranbo solo due le cose
che i vichinghi temevano al mondo secondo la testimonianza di Ibn: i mostri marini e appunto
i Wendol, o uomini della nebbia come venivano chiamati. Era chiaro insomma, di quanto
guerrieri cosi formidabili, tra i più formidabili della storia fossero preoccupati dalla
scontro con esseri cosi potenti e terrificanti come i Wendol e di come si rendessero
contro di quanto fossero cosa non da poco, perfino per loro. Nonostante la consapevolezza
della loro migliore capacità di combattimento e strategia nello scontro.



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Considerazioni sul Neanderthal
Consideriamo che un normale scimpanze è 4 volte più forte di un essere umano. Secondo Lord
Pye che ha svolto delle ricerche in maniera scherzosa, per comparare la forza di uno
scimpanzè contro quella di un essere umano. Nemmeno un peso massimo come Mike Tyson avrebbe
una speranza di poter sconfiggere uno scimpanzè in uno scontro diretto. Se lo scontro fosse
mortale e lo scimpanzè avesse consapevolezzza di dover combattere per la propria vita,
nemmeno se nello scontro lo scipanzè finisse per rimetterci un pezzo del proprio orecchio.
Difficile quindi rendersi conto di che genere di avversario i vichinghi si ritrovarono a
dover fronteggiare e a superare con l'ausilio delle loro migliori capacità tecniche e di
scherma e delle loro abilità tattiche. ma sicuramente furono incredibilmente coraggiosi
nel farlo. Lord Pye fa riferimento alla descrizione di più bigfoot come di esseri enormi,
incredibilemnte alti massicci e potenti e del peso di 800 libbre e più. Dice anche che i
bigfoot sarebbero creature notturne, il chè confermerebbe i racconti vichinghi sugli
esseri della nebbia. Testimoni raccontano di aver visto Bigfoot correre attraverso cespugli
e rovi talmente densi che avrebbe intrappolato un essere umano con la leggadria di un cervo.
Riuscirà un piccolo gruppo di guerrieri vichinghi a sconfiggere i mostri della nebbia?
lo scopriremo nella parte IV

Fine terza parte

Traduzione e adattamento:
Staff Mistero Ufo

Immagine: Google immagini
Fonte: http://www.ufodigest.com/

Pubblicato Sabato 13 Luglio 2013 - 18:13 (letto 4565 volte)
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avatarDa: webmaster Data: Sabato 13 Luglio 2013 - 21:37

VICHINGHI: UFO, BIGFOOT E LEGGENDE NORDICHE (Quarta parte)

http://ansu.altervista.org/index.php?mod=read&id=1373743154




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